Cristallo

Servizio Calici Imperial - CristalloServizio Calici Broadway - CristalloServizio Calici Soffio - CristalloServizio Calici Prisma - CristalloServizio Calici Rialto - CristalloBottiglia Brocca Rialto - CristalloCaraffa Cigno - CristalloCaraibi Vaso Pinecay - CristalloMusic Vaso Cartoccio - CristalloIl cristallo é un in qualche modo simile al Vetro, entrambi sono materiali che si ottengono attraverso un processo di fusione, ossia lo stato vetroso é ottenuto mediante il raffredamento di una massa di particolari componenti che in precedenza viene portata allo stato liquido.

Quando un vetro diventa cristallo?

La differenza sostanziale tra Vetro e Cristallo è data dalla presenza dell’ossido di piombo. La presenza di quest’ossido impartisce al vetro alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante. Il PbO , infatti, fa sì che la densità del vetro e quindi l’indice di rifrazione aumenti notevolmente. In tal modo il vetro si avvicina alle proprietà ottiche del diamante: la luce che lo colpisce viene rifranta in modo più deciso che con il vetro normale, dando quindi quell’ effetto di grande brillantezza tipico del vetro al piombo. L’effetto sarà tanto maggiore quanto più alto è il contenuto in Ossido di Piombo.
Solamente i vetri che ne contengono almeno il 24 % in peso hanno per legge il permesso di essere chiamati CRISTALLI oppure Vetro Cristallo. Un’ aggiunta così elevata di Ossido di Piombo, o addirittura superiore conferirebbe una tonalità giallastra al vetro. E’ solo la sapiente correzione nella composizione del vetro operata da chimici specializzati in concerto con Maestri Vetrai che rendono il vetro al piombo chiaro, trasparente, brillante, stabile, degno di essere chiamato CRISTALLO.

La classificazione europea dei cristalli prevede una suddivisone relativa alla percentuale di ossido di piombo utilizzata.

Cristallo superiore: con più di 30% di ossido di piombo.
Cristalli al piombo: con più di 24% di ossido di piombo.
Vetro sonoro superiore detto anche Cristallino: contenente, oltre all’ossido di piombo, anche quello di zinco, bario e potassio in quantità maggiore o uguale al 10% singolarmente.
Vetro sonoro: contenente, oltre all’ossido di piombo, anche quello di bario o di potassio in quantità uguale o maggiore al 10% singolarmente o globalmente.

Il cristallo colorato

Si ottengono aggiungendo alla massa vetrosa incandescente degli ossidi metallici e a volte terre rare.
Dall’azzurro chiaro all’azzurro scuro si utilizza l’ossido di cobalto; per il blu, ossido di nichel; il verde con l’ossido di cromo; dal rosso al rubino si usa oro metallico terre rare; il giallo con l’ossido di cerio e il lilla con l’ossido di neodiminio.

Il cristallo soffiato a bocca

Questo è il motivo per la differenza di altezza, di spessore di grossezza di gambo, a volte impercettibile, tra due diversi bicchieri di uguale misura. La differenza è la maggiore garanzia di un prodotto con caratteristiche artigianali.

Il cristallo ottico

E’ un particolare sistema di fabbricazione. Gli oggetti vengono raffreddati in determinati punti mentre sono ancora allo stato molle, in modo che alla soffiatura finale i punti raffreddati mantengano il loro spessore, mentre i punti non raffreddati rivelano pareti più sottili, dando luogo a una superficie lievemente ondulata di diverso spessore, il che provoca una differente rifrazione della luce, donde il nome di cristallo ottico.

Il cristallo incamiciato

L’incamiciatura consiste in una speciale lavorazione con cui si producono oggetti in cristallo la cui parete è costituita da 2 o più strati di cristallo colorato differente.
L’incamiciatura semplice, cioè ad un solo strato (che è di gran lunga la più usata) si ottiene immergendo la pallina di cristallo ancora incandescente nella massa fluida del cristallo colorato. Così si ottiene, ad esempio, un calice con il gambo di cristallo trasparente e la parison (la parte superiore) con due strati. Successivamente la parison verrà intagliata ponendo in risalto la brillantezza della parte interna e dà piacevole effetto estetico alla parte colorata.

Il cristallo molato

La molatura è la lavorazione successiva più diffusa. Spiana le superfici, le rende più brillanti con effetto prismatico agli spigoli. Al tatto la parte molata solitamente si presenta con spigoli aguzzi e intagli diversi fra di loro, mentre la lavorazione meccanica, viceversa, si presenta con dei tagli arrotondati, uguali fra loro.

Il cristallo sabbiato

Questo sistema di decoro lo sì effettua nel modo seguente: le parti di vetro che non devono essere sabbiate vengono ricoperte da sagome di gomma; le parti scoperte rimangono colpite da minuscoli granellini insufflati con aria compressa, e in tal modo vengono opacizzate. Si ottiene così un bellissimo effetto in se-guito al contrasto fra il disegno opaco e il vetro lucido.

Che cosa determina il prezzo dei bicchieri in cristallo?

II prezzo del bicchiere in cristallo è determinato da diversi fattori:

– la fabbricazione
– la composizione della massa vetrosa
– il decoro
– la scelta

Per quanto riguarda la fabbricazione si deve distinguere se il vetro è stato soffiato a bocca o a macchina. Nel primo caso è evidente che il prezzo non può essere in alcun modo confrontato con quello ottenuto con lavorazione automatica.
Circa la composizione della massa vetrosa bisogna osservare che per la produzione di vetri di qualità superiore, quale il cristallo, si devono impiegare materie prime di altissima purezza, e il loro processo di cottura comporta temperature molto più elevate che non per il vetro normale; tutti elementi che incidono in modo notevolissimo sul costo finale del prodotto.
In quanto al decoro, un intaglio semplice pretende meno lavoro di un decoro ricco e fastoso, e quindi avrà un costo molto inferiore.
Infine circa la scelta, essendo essa espressione della qualità dell’oggetto e della sua più o meno perfetta esecuzione, è ovvio che il grado di scelta abbia un’influenza diretta sul prezzo.

Per approfondire sul cristallo.